
Leggiamo su L’Arena del 11/11/2010
Diventa realtà il «polmone verde» di 426mila mq
Si tratta della prima area protetta d’interesse locale intercomunale creata nel Veronese dopo il Parco regionale della Lessinia
Dopo due anni di travagliate carte, vede la luce ufficialmente il Parco di Pontoncello, 426mila metri quadrati dei quali poco più della metà (215mila) nel Comune di S. Martino Buon Albergo e i rimante equamente divisi fra S. Giovanni Lupatoto (103mila) e Zevio (107mila). I tre sindaci, uniti dalla battaglia contro Ca’ del Bue, si sono presentati uniti anche a favore di un progetto ambientale.
Si tratta della prima area protetta d’interesse locale intercomunale creata nel Veronese dopo il Parco regionale della Lessinia. In biblioteca comunale a San Martino, Comune capofila, Valerio Avesani, Fabrizio Zerman, Paolo Lorenzoni e l’assessore sanmartinese all’ecologia Mauro Gaspari, hanno presentato il piano per la realizzazione del Parco di Pontoncello oggi finanziato grazie a un intervento regionale che ha permesso di disegnare il piano ambientale, incluse le strategie di gestione del patrimonio naturale e culturale dell’area verde.
Come ogni neonato è venuto alla luce con la sua identità grazie a un logo che richiama la presenza di un’orchidea spontanea (Epipactis Bugacensis Robatsch), primo e finora unico ritrovamento del genere in Italia e una banda azzurra che rimanda al corso dell’Adige, elemento che con la sua ansa ha permesso la salvaguardia di questa caratteristica naturalistica.
«È un investimento importante in ambiente e natura», ha commentato Lorenzoni, «e dobbiamo un grazie alla Regione che pur in tempi difficili non ci ha negato l’aiuto. La sinergia messa in campo da tre amministrazioni ha dato buoni frutti e crediamo che il parco abbia una storia millenaria che merita di essere valorizzata», ha aggiunto, ricordando che proprio su quest’aria è stata rinvenuta la tomba del «Principe celtico» considerata la più importante d’Europa per il periodo. «Non sarà il solito parco tracciato solo sulla carta», ha premesso Zerman, «perché esiste già il collegamento ciclabile fra San Giovanni e Verona e ci impegniamo perché si realizzi quello fra San Martino e Verona. Il collegamento fra le due sponde, con un ponte o un traghetto sarà l’ossatura di un itinerario che potrebbe avere enorme sviluppo turistico e ambientale».
«L’ansa dell’Adige è conosciuta e in parte già frequentata dai nostri concittadini», ha precisato Avesani, «nostro compito è completare con infrastrutture, come ciclabile e aree sosta per pic-nic, che permettano il pieno godimento dell’area. Pensiamo al Pontoncello come riferimento per tutti i temi ambientali, luogo per promuovere iniziative di sensibilizzazione sull’ambiente nei tre Comuni aderenti e presto speriamo anche di coinvolgere Verona», ha aggiunto, specificando che tutto questo avverrà nell’area pre-parco appositamente disegnata e individuata per la costruzione del centro di ricezione.
Soddisfazione per il risultato è stata espressa anche dall’assessore Gaspari, che ha citato l’associazione Freedom che già opera nell’area facendo manutenzione, «perché un parco non nasce dal nulla ma è il risultato di un lungo percorso di sensibilizzazione e di cura che dura per anni», ha riconosciuto.
Ci sarà un comitato di gestione e, come ha sottolineato Antonietta Cucci, dirigente del settore programmazione e pianificazione del Comune sanmartinese, gli 800mila euro stanziati dalla Regione coprono per l’80 per cento la spesa di intervento per la piantumazione e la ciclabile dall’ansa al paese, ma ci sono altri finanziamenti a cui attingere se, come nei progetti, si riuscirà a costruire un percorso ad anello sulle due sponde che coinvolga il Comune di Verona.
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