«Non ci sono rifiuti per Ca’ del Bue»

16/11/2011

Da L’Arena del 16/11/2011

Il sindaco, dati alla mano, rilancia la sfida alla luce dei dubbi sollevati dall’assessore regionale Massimo Giorgetti
Zerman: «Chi garantirà 500 tonnellate al giorno quando già ora la potenzialità dei tre inceneritori veneti è sfruttata solo a metà? L’impianto è business, non una necessità»

Un altro assessore regionale, Massimo Giorgetti, segnala la drastica riduzione nella produzione di rifiuti indifferenziati e pone il problema di quali saranno bruciati dai nuovi forni a griglia dell’inceneritore di Ca’ del Bue. Un interrogativo, quello posto dall’assessore, che conforta San Giovanni Lupatoto, da sempre ostile all’impianto. Giorgetti, parlando della discarica di Ca’ Filissine a Pescantina e di rifiuti sulle pagine de L’Arena, ha posto il problema della decrescente percentuale di rifiuti urbani raccolti e ha sottolineato la «necessità di chiarire la provenienza dei rifiuti trattati a Ca’ del Bue, considerato che il project financing deve garantire le quantità necessarie ad ammortizzare l’impianto».
Ricordiamo che il project financing in corso di approvazione prevede una spesa, a carico dei privati, di circa 120 milioni di euro per realizzare l’impianto in cambio della gestione per 25 anni.
Le dichiarazioni di Giorgetti, che ha confermato l’interrogativo su chi garantirà in questo scenario le 500 tonnellate al giorno che dovrebbero essere bruciate a Ca’ del Bue, vanno ad aggiungersi a quelle dell’assessore all’Ambiente Conte, che la settimana scorsa aveva reso noto che gli inceneritori veneti sono sottoutilizzati.
La presa di posizione dell’assessore regionale ai Lavori pubblici è stata valutata con interesse da Fabrizio Zerman, sindaco di San Giovanni e primo oppositore dell’inceneritore: «Probabilmente l’assessore Giorgetti ha letto il rapporto dell’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale e si è resoconto di quanto sia inutile l’impianto in fase di appalto. Nel rapporto Arpav sui rifiuti traspare infatti con tutta evidenza che Ca’ del Bue non serve».
Zerman aggiunge: «La potenzialità dei tre inceneritori operativi in Veneto – Fusina, in provincia di Venezia, Padova, e Schio – è per circa metà da sfruttare. Nel 2010, a fronte di una capacità di incenerimento di 971 tonnellate al giorno per i tre impianti, i vari forni hanno bruciato mediamente 559 tonnellate giornaliere. Vuol dire che i tre inceneritori sono in grado di smaltire altre 412 tonnellate al giorno. In questo scenario qualcuno pensa di realizzare anche Ca’ del Bue, che brucerà 500 tonnellate al giorno».

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Manifestazione del 22 ottobre

17/10/2011

Manifestazione contro l'inceneritoreAppuntamento il 22 ottobre, ore 14.30 presso il piazzale della stazione di Porta Nuova.

Per ulteriori informazioni: http://www.saluteverona.it/


«Ca’ del Bue inutile, mancano i rifiuti da bruciare»

16/09/2011

Da L’Arena di oggi 16/9/2011

Amareggiato il sindaco per la decisione di Venezia di non sospendere il raddoppio dei forni. Zerman: «Abbiamo proposto alternative concrete, ma qui si procede a prescindere. Adesso Puntiamo tutto sulla Via»

È sconsolato Fabrizio Zerman, sindaco di San Giovanni Lupatoto, per la decisione del Consiglio regionale di mercoledì di respingere la mozione delle opposizioni che chiedeva di sospendere la procedura per l’ampliamento del termovalorizzatore di Ca’ del Bue.
Dice Zerman: «Un po’ me lo aspettavo, ma speravo anche che invece di un granitica contrapposizione fra le posizioni dei partiti ci fosse una valutazione oggettiva dei fatti. E i fatti parlano assai chiaro».
Il sindaco lupatotino ne cita due, che, a suo parere, emergono su tutto il resto. «Il primo è che, come testimoniano i recenti dati dell’Arpav, ovvero l’agenzia regionale per l’ambiente, nel 2010 in Veneto sono state avviate direttamente all’incenerimento 204mila tonnellate di rifiuto urbano, pari a 560 tonnellate al giorno nei tre impianti attivi presenti in Veneto, che hanno una potenzialità complessiva di 971 tonnellate al giorno».

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Corteo di mamme contro Ca’ del Bue

10/05/2011

Leggiamo su L’Arena di oggi 10/5/2011

Scenderanno in piazza anche le mamme lupatotine contro l’inceneritore di Ca’ del Bue, per la cui riattivazione con ampliamento (e avvio dei forni a griglia) è in corso la procedura di assegnazione dei lavori da parte dell’Agsm di Verona. Una manifestazione contro l’impianto è stata infatti programmata per sabato 14 maggio alle ore 14. Il punto di ritrovo è al parco ai Cotoni, da dove un corteo raggiungerà la zona del parco del Porto in riva all’Adige, nella quale si terrà la conclusione della marcia di protesta.
L’iniziativa della marcia è stata lanciata da due mamme lupatotine, Sandra M. e Paola O., che si dicono «preoccupate della salute dei loro figli». Racconta mamma Sandra: «L’idea di fare qualcosa mi è nata dentro dopo aver assistito all’ultima trasmissione di TeleArena sull’inceneritore, alla quale hanno partecipato il sindaco Fabrizio Zerman , i vertici dell’Agsm e altre persone. Mi sono detta che noi, le nostre famiglie e i nostri figli non possiamo stare ad aspettare che altri decidano che cosa noi dobbiamo respirare. Noi vogliamo dire no all’inceneritore perché la salute non ha prezzo. Se è vero che una sola voce è un sussurro, è altrettanto vero che tutti insieme possiamo dare vita a un grido che non potrà essere ignorato».


Ca’ del Bue, timori per il ristagno dei fumi

19/10/2010

Leggiamo su L’Arena del 17/10/2010
Per sensibilizzare la popolazione si farà un Consiglio straordinario ma l’obiettivo è coinvolgere anche San Michele e Borgo Roma

I cittadini di San Giovanni Lupatoto continuano la battaglia contro Ca’ del Bue con il suo doppio impianto (quello nuovo con i forni a griglia e quello vecchio con i forni a letto fluido di cui Agsm sta valutando la riaccensione). E lo fanno con i mezzi che hanno a disposizione. Viene dallo studio sul traffico commissionato dal Comune di Verona e da 18 amministrazioni comunali della «cintura» e svolto dall’Università di Trento.
A porre in evidenza questo ulteriore elemento di allarme sono Daniele Turella, presidente del Consiglio comunale lupatotino, e Paolo Pasqualini, capogruppo del Pdl: «Secondo lo studio dell’Università di Trento risulta che le situazioni più critiche per la qualità dell’aria siano quelle in cui sono presenti fonti emissive particolari o le condizioni locali siano oltremodo favorevoli al ristagno e all’accumulo degli inquinanti. Lo studio dà molta importanza alla direzione e alla forza dei venti. Le stazioni di rilevamento poste nelle immediate vicinanze del nostro comune evidenziano che l’intensità del vento nella nostra zona è assai modesta. Per noi lupatotini significa che i fumi che usciranno dal camino investiranno San Giovanni e, ancora peggio, ristagneranno sull’abitato e sui quartieri più popolosi di Verona a causa della bassa intensità dei venti».


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